Inflazione: Istat, nel 2013 cala per famiglie che spendono meno

istatNel corso del 2013 la crescita dei prezzi al consumo si e’ attenuata in modo particolare per le famiglie con minore capacita’ di spesa. Lo segnala l’Istat, spiegando che nell’ultimo scorcio del 2013 le famiglie che spendono mediamente meno hanno fatto fronte a un’inflazione piu’ bassa di quella registrata da quelle che spendono mediamente di piu’, al contrario di quanto accadeva a inizio d’anno e nel 2012.

Piu’ in dettaglio, dopo essere salita al 4,2% nella media del 2012, l’inflazione misurata per le famiglie con minore capacita’ di spesa ha messo in luce una netta inversione di tendenza che ha portato il tasso di crescita al 2,5% gia’ nel primo trimestre del 2013. La fase di rallentamento si e’ poi consolidata nei mesi successivi facendo scendere il tasso tendenziale allo 0,4% dell’ultimo trimestre. Nello stesso arco di tempo, la dinamica dei prezzi al consumo delle famiglie con maggiore capacita’ di spesa, che nel 2012 si era attestata sul 2,9%, ha sperimentato una flessione relativamente piu’ moderata.

Il tasso tendenziale, sceso all’1,8% nel primo trimestre del 2013, si e’ via via ridotto fino a raggiungere lo 0,8% nell’ultimo trimestre. Con riferimento ai beni, la causa di tale andamento e’ da rintracciare nei diversi pesi che i vari aggregati in cui si articolano hanno per le famiglie che spendono mediamente di piu’ e per quelle che spendono mediamente meno. In particolare per i due aggregati che presentano le decelerazioni piu’ marcate, i Beni energetici e i Beni alimentari lavorati (inclusi i tabacchi), i due gruppi di famiglie registrano una decelerazione di ampiezza analoga ma il peso di questi due aggregati sul peso dei beni nel loro complesso e’ pari a circa il 52,3% e a circa il 27,2% rispettivamente per il primo e l’ultimo gruppo di famiglie. Se guardiamo poi alle variazioni riferite al periodo 2005 – 2013, le famiglie del primo gruppo continuano a registrare un tasso di inflazione piu’ marcato (+21,8%, era +20,2% nel confronto tra il 2012 e il 2005) rispetto a quelle dell’ultimo gruppo (+17,7%, era +16,3% nel confronto tra il 2012 e il 2005).

Inoltre, nonostante gli andamenti verificatisi nel corso del 2013, il differenziale inflazionistico rispetto alla base di riferimento degli indici (2005) tra le famiglie che spendono meno e quelle che spendono di piu’ si e’, seppur di poco, ulteriormente ampliato nel 2013 rispetto al 2012, portandosi da 3,9 del 2012 a 4,1 punti percentuali del 2013, dopo essere stato pari a 2,4 e 1,7 punti percentuali rispettivamente nel 2011 e nel 2010

 

Fonte: Corriere