Lavoro, cresce l’esercito degli sfiduciati

ricercalavoroLa situazione del lavoro in Italia si aggrava sempre di più, non solo per l’assenza di opportunità di impiego e per il continuo e massiccio ricorso alla cassa integrazione, ma anche per la presenza di un vero e proprio esercito di sfiduciati. Sono oltre 3 milioni i giovani che hanno rinunciato a cercare lavoro – secondo le stime dell’ufficio statistico europeo Eurostat – pari al 13,1% della forza lavoro; una porzione che rappresenta il triplo della media europea che si attesta al 4,1%.

 

Una fotografia che conferma la grave crisi occupazionale del nostro Paese e che discende da un aumento di 0,4 punti nella media UE e di 0,9 punti in Italia. Un popolo che supera anche quello dei disoccupati in senso stretto, che nel terzo trimestre erano pari a 2,8 milioni, con un tasso di disoccupazione in aumento all’11,3% (dall’ultima rilevazione Istat era salito a novembre ad un nuovo record del 12,7%).

 

Guardando l’Italia nel contesto europeo, il Paese detiene il record assoluto di scoraggiati, giacché la quota di chi sarebbe disponibile a lavorare ma non cerca più, pari al 13,1%, è nettamente superiore all’1,3% della Germania ed al 2,5% del Regno Unito. Ma anche il paragone con i Paesi in crisi dell’area Mediterranea è svantaggioso, poiché gli sfiduciati risultano pari al 5,1% della forza lavoro in Spagna ed al 10,1% in Croazia. Unendo disoccupati e sfiduciati la popolazione cresce a oltre 6 milioni, in gran parte costituita da giovani, che non intravedono alcuna opportunità lavorativa.

 

Perché non si cerca più lavoro? Quasi la metà degli scoraggiati (oltre 1,5 milioni) motivano la scelta di non cercare un impiego con la convinzione di non poterlo trovare. La gran parte risiede al Sud, dove sono oltre 1 milione coloro che hanno smesso di illudersi, pari a due scoraggiati su tre.

 

Fonte: Il Messaggero