Mini-Imu, la beffa nei Caf:assistenza più alta dell’imposta

imuVersare ai Caf più soldi di quanti se ne danno allo Stato sotto forma di mini Imu. È questa la beffa alla quale rischiano di essere sottoposti molti italiani che in questi giorni fanno la fila presso i centri di assistenza fiscale in vista della scadenza del 24 gennaio. Il paradosso nasce dalle tariffe che gli esperti fiscali chiedono ai contribuenti per fare i calcoli del residuo di imposta da pagare e dall’esiguità dell’imposta. I Caf dei sindacati chiedono dai 2 ai 30 euro per regolare la pratica. Il che vuol dire che in molti spenderanno più per la consulenza che per la tassa in se. Secondo i calcoli realizzati dalla Uil, infatti, il versamento medio nazionale sarà di 40-42 euro. Ma si tratta di una media, appunto. In centinaia di comuni, soprattutto i più piccoli, l’esborso sarà limitato entro una forchetta compresa tra 12 e 25 euro. Comunque meno di quanto serve per farsi aiutare da un funzionario sindacale. Le tariffe variano a seconda del fatto di avere in tasca o meno una tessera. Anche se c’è chi, come buona parte dei Caf della Cgil, non fa pagare il servizio se il contribuente lo ha già fatto nel 2013 per portare a termine una pratica Imu. In generale, i Caf Cgil applicano una quota che varia dai 5 ai 10 euro per gli iscritti e dai 15 ai 30 euro per i non iscritti. Anche i Caf Cisl praticano una differenziazione di prezzo. In quelli di Roma, Torino e Palermo, ad esempio, la pratica per la mini Imu costa 5 euro per gli iscritti e 10 per i non iscritti, a Milano 4 euro nel primo caso e 8 nel secondo. A Napoli, invece, si paga 2 euro a se si è iscritti al sindacato e 4 in caso contrario. In quest’ultima settimana prima della scadenza per i versamenti, gli uffici dei Caf sono presi d’assalto in tutta Italia.

 

I CALCOLI

Anche perché ancora una volta ieri il governo, attraverso il sottosegretario all’Economia Baretta e il ministro Saccomanni («il 24 gennaio è l’ultima data per consentire la contabilizzazione nel 2013» ha spiegato il titolare di Via XX Settembre), ha respinto l’ipotesi di una proroga dei tempi. La chiedono con insistenza gli stessi Caf. E il Codacons invoca un mese di tempo supplementare. I proprietari di prima casa chiamati a pagare nei 2.377 Comuni che hanno alzato l’aliquota Imu nel 2013 sono 10 milioni. Per un incasso complessivo stimato in 440 milioni di euro. E’ Milano la città dove l’imposta peserà in media di più (59 euro). Subito dopo Torino 58 euro, Napoli 51 e Roma 43. Si versa il 40% della differenza dell’imposta dovuta in base all’aliquota nazionale (lo 0,4%), rispetto all’aliquota superiore imposta dal comune. Ma c’è una detrazione fissa di 200 euro e di 50 euro per figlio

 

Fonte: Il Messaggero