Fmi promuove Renzi: bene le misure

FmiIl Fondo monetario internazionale promuove Matteo Renzi: «Abbiamo ascoltato attentamente» quanto affermato dal premier Matteo Renzi e «diamo il benvenuto ad alcune delle misure che ha toccato nel suo intervento in Parlamento», afferma il portavoce del Fmi, Gerry Rice.

A chi gli chiedeva un commento sulla proposta del governo di ridurre le tasse sul lavoro e il cuneo fiscale, Rice si è limitato a dire che il Fmi plaude a molte delle misure di cui Renzi ha parlato: «portano avanti le proposte scaturite nelle discussioni con l’Italia». E l’attuazione di queste riforme è cruciale per far tornare l’Italia alla crescita

L’Italia resta però osservata speciale- «L’elevato tasso di disoccupazione è un nodo pressante: la riforma del mercato del lavoro è «chiave», spiega ancora il Fondo. Per questo «l’attuazione delle riforme è la chiave per la sostenibilità e la crescita dell’Italia». Il portavoce della Lagarde plaude anche alla scelta del premier per il tesoro: «Pier Carlo Padoan era molto rispettato quando era al Fmi», spiega Gerry Ruice, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul nuovo ministro dell’Economia. Padoan prima dell’Ocse era al Fmi, da dove proviene anche Carlo Cottarelli, il commissario alla spending review.

Intanto Renzi incassa anche buone notizie sul fronte dell’economia reale. La fiducia delle imprese sale al massimo da due anni a febbraio. L’indice calcolato dell’Istat è aumentato per la quarta volta consecutiva e si è attestato a 87,9 punti, il livello più alto da ottobre 2011, all’inizio della seconda ondata recessiva. A gennaio era risultato pari a 86,9 punti. L’andamento dell’indice complessivo rispecchia un miglioramento della fiducia delle imprese in tutti i settori, ovvero nei servizi di mercato, nel commercio al dettaglio, nelle imprese manifatturiere e in quelle di costruzione. L’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere sale a 99,1 da 97,7 di gennaio. Rimangono stabili le attese di produzione (a 5 il saldo) migliorano i giudizi sugli ordini (a -25 da -27); il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa a -4 da -1.

Novità positive anche sul fronte dei titoli di stato. Il ministero dell’Economia ha collocato 7 miliardi di Btp quinquennali e decennali, al top dell’offerta. Il rendimento dei quinquennali scende al minimo record del 2,14%, contro il 2,45% della precedente asta. La domanda si attesta a 1,6 volte l’offerta, contro 1,42 volte della precedente asta. Il rendimento del decennale scende 3,42%, sotto il 3,5% e al minimo dal 2005, contro il 3,81% della precedente asta. La donanda è 1,58 volte l’offerta

Fonte: La Stampa