L’industria rialza la testa l’occupazione sale +6%

produzione industrialeE’ l’unica buona notizia da anni. Per la prima volta in Toscana, dopo 14 trimestri di occupazione in calo, nel terzo trimestre 2013 gli occupati della manifattura crescono del 6%. Accade soprattutto nell’industria (la manifattura in generale comprende l’industria ma anche le costruzioni in crisi) dove gli occupati risalgono a quota 305 mila, dai 278 mila a cui si erano ridotti. Non sono i 368 mila di prima della crisi. Ma è un segnale inaspettato che, unito alla sorpresa della produzione che arresta la caduta per fermarsi al meno 0,1% rispetto all’anno precedente, manda un lampo di speranza. Come spiega la Cgil toscana che, insieme all’Ires, fa il suo Focus sull’economia. L’altro segnale di inversione di tendenza, annunciano Daniele Quiriconi (segreteria Cgil) e Fabio Giovagnoli (Ires) è che nel gennaio 2014, tranne che nell’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, diminuisce leggermente anche la cassa integrazione dopo il record storico del 2013: 55 milioni e 600 mila ore in un anno, 63 milioni contando le ore di cassa in deroga bloccate perché non rifinanziate dallo Stato.

 

Speranza piccola dopo un disastro grande e ancora immersa nel mare di altri segnali negativi. «Le imprese toscane dimostrano capacità di reggere e di cogliere gli spunti di ripresa dice Quiriconi Ma la ripresa è fragile e tornerà indietro senza un deciso shock di politica economica e di rilancio dei consumi da parte del governo». Il piano del lavoro deve essere un piano di investimenti per rilanciare la produzione, è il ragionamento: altrimenti come possono assumere le aziende? «Per aumentare l’occupazione non serve cambiare leggi e regole, fosse anche il Jobs Act, di cui non sappiamo niente, il migliore dice Quiriconi Serve una forte spinta economica e, secondo noi, una grande patrimoniale per ridistribuire le risorse e rilanciare i consumi».

 

Bianco e nero. L’occupazione cresce nell’industria, ma diminuisce nel commercio e nei servizi. Il dato complessivo resta stagnante anche se migliore della media nazionale: meno 0,6% contro il meno 2,3%. Aumentano per la prima volta anche i contratti a tempo determinato (+3%) e indeterminato (+7,1%), ma cresce del 16,5% il part time involontario. Calano ancora i consumi ( 5,1%). L’export toscano va sempre bene ( più 5,1%), ma diminuisce del 2% rispetto al grande balzo del 2012. In crisi il credito con il record storico di 11 miliardi di sofferenze, tanto da far temere alla Cgil il crac. In questa situazione la Regione conferma il suo impegno sugli ammortizzatori. Soprattutto per i contratti di solidarietà (16 mila lavoratori dal 2009 per 19 milioni di integrazione al reddito) che l’assessore Simoncini definisce più efficaci della cassa integrazione e per i quali la giunta ha ieri stanziato 6 milioni iniziali nel 2014. Per mantenere all’80% della retribuzione iniziale il reddito dei lavoratori ridotto al 70% dai tagli statali. Quanto alla cig in deroga, Simoncini ha potuto rispondere nel 2013 solo a 2.400 domande più 40 di mobilità in deroga per 9.800 lavoratori. Ne restano ancora 20 mila in attesa, «migliaia dei quali senza reddito da mesi».

 

Fonte: Repubblica