Modena: allerta fiumi, vigilanza sugli argini. Il Secchia rompe una briglia a Pigneto

alluvionesecchiaLa pioggia delle ultime ore (neve sull’Appennino) certo tiene viva la preoccupazione per il livello delle acque dei fiumi Secchia e Panaro e dei loro affluenti. Esercito, protezione civile e vigili del fuoco lavorano senza sosta per monitorare anche lo stato e la tenuta degli argini. Nella serata di ieri l’acqua è tornata a salire solo nelle campagne di San Clemente. Nessun problema nei paesi, tanto da aver consentito oggi la riapertura delle scuole a Bomporto e a Bastiglia. Qualche problema sull’Appennino.

I livelli dei fiumi Secchia e Panaro rimangono alti ma in lenta discesa. I colmi di piena sono usciti dal territorio modenese e i livelli stanno tornando nelle condizioni ordinarie. La progressiva discesa della piena sta favorendo il deflusso delle acque del reticolo dei canali i cui argini, soprattutto Naviglio, Cavo Argine e Cavo Minutara tra Bastiglia e Bomporto, sono stati messi a dura prova dalla recente alluvione. Nella zona dei Prati di S.Clemente, dove nella giornata di domenica 2 febbraio si sono verificate alcune infiltrazioni arginali sul Cavo Minutara che hanno allagato una porzione di terreni agricoli e abitazioni nei pressi della strada provinciale 2, la situazione sta migliorando. Grazie all’abbassamento dei livelli del canale e agli interventi effettuati, dagli argini non fuoriesce più acqua. I tecnici di Aipo, volontari della Protezione civile e militari dell’esercito stanno mantenendo un costante monitoraggio e verificando ulteriori interventi di ripristino.

Prosegue almeno fino a martedì 4 febbraio la vigilanza su tutti gli argini dei fiumi e dei canali principali delle squadre composte da tecnici di Aipo, volontari della Protezione civile e militari dell’esercito. A supporto di questa attività sono state allestite sei aree di stoccaggio di materiali e mezzi da impiegare, con l’ausilio di ditte specializzate pronte a intervenire in caso di necessità come è avvenuto nella mattina di lunedì 3 febbraio in un tratto del Secchia nella zona di Cittanova.

Come succede, infatti, per ogni evento di piena, man mano che le acque cominciano a scendere, progressivamente si cominciano a evidenziare i segni lasciati dalla corrente sulle arginature, soprattutto quelle interne, tra cui cedimenti o infiltrazioni. Situazioni puntuali che vengono rilevate e successivamente riparate grazie alla vigilanza effettata durante ogni evento importante di piena.