Renzi chiede la fiducia in Senato: subito riduzione cuneo fiscale a due cifre

governorenzi«Ci avviciniamo in punta di piedi e con rispetto profondo e non formale che si deve a quest’Aula e alla storia del paese che qui ha un simbolo» ha cominciato il premier Matteo Renzi durante il discorso, aggiungendo di avvicinarsi anche con lo stupore di chi si rende conto della «magnificenza di un luogo» come è il Senato.

 

«Io non ho l’ età per sedere al Senato. Non vorrei cominciare con la citazione colta di Gigliola Cinquetti ma è così. E fa pensare che oggi davanti a voi siamo qui non per inseguire un record anagrafico, non per allungare il curriculum, siamo qui per parlare un linguaggio di franchezza».

 

«Siamo qui a chiedervi la fiducia che è un gesto controcorrente non tanto nel linguaggio della politica. Noi vogliamo provare ad andare controcorrente».

 

«Sappiamo perfettamente che viviamo un tempo di grande difficoltà e struggenti responsabilità» e abbiamo la consapevolezza di dover «recuperare il coraggio e il gusto e il piacere di fare sogni più grandi e accompagnarli da una concretezza puntuale».

 

«Bisogna avere il coraggio di scelte radicali». «Chiedere la fiducia oggi è un gesto» che significa «provare ad andare concorrente: si fa fatica. Chiediamo fiducia a questo Senato perché pensiamo che l’Italia abbia la necessità di recuperare fiducia per uscire dalla crisi, è arrugginita, impantanata da una burocrazia asfissiante. L’idea che le norme succedute negli anni non hanno prodotto il risultato auspicato – ha detto Renzi – è sotto occhi di tutti. O si ha il coraggio di scelte radicali» o «perderemo il rapporto con chi da casa continua a pensare alla politica».

 

«Se in questi anni avessimo prestato ascolto ai mercati rionali ci saremmo accorti che la richiesta è di tregua della politica rispetto ai cittadini: l’impressione che abbiamo dato è di angoscia tra politici e cittadini».

 

Matteo Renzi parla di una angoscia nel rapporto tra politica e cittadini che porta alla sensazione di una Italia visto come un paese finito che ha giocato le tutte le sue carte. «Noi abbiamo deciso di cambiare».

 

Sulla legge elettorale e le riforme costituzionali si è raggiunto «un accordo che va oltre la maggioranza di governo». Quell’accordo «lo rispetteremo nei tempi e nelle modalità prestabilite».

 

«Il presupposto è che eravamo ad un bivio: o si andava alle elezioni, noi non abbiamo paura, siamo abituati a candidarci». Così Renzi che, davanti al rumoreggiare dei senatori grillini, ha ribadito che il Pd non teme le elezioni «e lo dico a M5s che imparo apprezzare…».

 

Andare avanti fino al 2018 ha un senso se si avverte la consapevolezza dell’urgenza di misure per il cambiamento. I tempi che in politica sembrano dilatati – dice tra l’altro – per le persone che la mattina accompagnano i figli a scuola – diventano stretti per risolvere i problemi. «Il senso dell’urgenza – continua Renzi – è un elemento centrale».

 

 

«Avremmo preferito un chiaro mandato elettorale», ma «propongo che questa sia la legislatura della svolta», per «indicare una prospettiva di futuro» e dopo aver vissuto «il semestre europeo come l’occasione per sei mesi di guidare le istituzioni dell’Europa», poter «guidare per vent’anni politicamente l’Europa».

 

«Noi chiediamo la fiducia con una visione audace e spero innovativa che parte dal linguaggio della franchezza».

 

«È controcorrente di questi tempi chiedere fiducia, non va di moda, ma noi ci impegniamo a meritarla come governo per la necessità urgente e indifferibile che l’Italia ha di uscire dalla crisi. Siamo un Paese arrugginito, impantanato in una burocrazia asfissiante».

 

«Il primo impegno è lo sblocco totale dei debiti della Pubblica Amministrazione attraverso un diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti».

 

«Chi è entrato in una fabbrica o ha incontrato lavoratori, sa bene che quelli sulla disoccupazione non sono solo “numerini”, ma indici di una situazione «impietosa e devastante», che «richiede un cambio radicale della politiche economiche e provvedimenti concreti che con Padoan abbiamo discusso e approfondiremo nelle prossime settimane».

 

«Il secondo impegno sarà la costituzione e il sostegno di fondi di garanzia anche attraverso un rinnovato utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti, dell’unica reale e importante questione sul tappeto, quella delle piccole e medie imprese che non riescono ad accedere al credito».

 

Porteremo «immediatamente alla vostra attenzione una riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale con misure serie, irreversibili, non solo legate alla revisione della spesa, che porterà già nel semestre 2014 risultati immediati».

 

«Dobbiamo avere il coraggio di far emergere in modo netto, chiaro ed evidente che ogni centesimo speso dalla P.A. debba essere visibile online da parte di tutti. Questo significa un meccanismo rivoluzionario per cui ogni cittadino può verificare giorno dopo giorno ogni gesto che fa il proprio rappresentante».

 

Fonte: Secolo XIX