Rinnovo del Contratto collettivo ceramico: fumata nera

confindustriaceramicaSi è svolta ieri la riunione per arrivare alla conclusione del rinnovo del contratto collettivo nel settore ceramico, un incontro terminato con una fumata nera. Di seguito riportiamo le opinioni di Confindustria Ceramica e della Cgil.

Esprimiamo profonda insoddisfazione per il mancato rinnovo del CCNL dopo una maratona negoziale conclusasi negativamente alle 4,30 di questa mattina. La proposta che abbiamo presentato alla controparte sindacale, giunta dopo un lungo e non scontato processo negoziale, e’ stata di un aumento dei minimi di 105 Euro e di un incremento del contributo aziendale per il fondo pensionistico settoriale. Tale proposta e’ sostanzialmente in linea con il livello del precedente rinnovo del contratto del 2010 nonostante si sia intensificata la crisi che stanno attraversando i nostri comparti produttivi e che l’inflazione prevista per il prossimo triennio sia inferiore a quella registrata nel triennio scorso.

Nel condividere la necessità di tutelare con il rinnovo del contratto il potere di acquisto dei lavoratori, come facciamo ampiamente con la nostra proposta, riteniamo con convinzione che non si debba dimenticare in questa fase la difficile realtà produttiva del settore, drammatica per alcuni comparti e territori, considerando anche gli effetti che gli inevitabili aumenti del costo del lavoro a regime hanno, insieme agli altri fattori, sulla competitività degli stabilimenti italiani.

Tale situazione di difficoltà non solo congiunturale e’ stata costantemente e responsabilmente portata all’attenzione delle OO.SS. nel corso di questi mesi di negoziato ma, nonostante ciò, l’attenzione della controparte viene concentrata su impropri raffronti con rinnovi contrattuali di altri settori che, senza comparare i rispettivi minimi salariali, le retribuzioni di secondo livello, l’incidenza del costo del lavoro, la struttura e le condizioni di mercato, allontanano ancora di più la trattativa dalla realtà operativa delle imprese ceramiche del nostro Paese.

Per proseguire nella trattativa stessa, oltre all’innegabile impegno di tutti, occorre anche una certa moderazione che continuiamo a non riscontrare nella nostra controparte.

“Si è svolta martedì 11 febbraio a Roma presso Confindustria la riunione plenaria per il rinnovo del ccnl dei settori piastrelle, refrattari, ceramica sanitaria e stoviglierie, scaduto ormai da oltre 7 mesi. Unica ma importante novità positiva dell’incontro – si legge nella nota della Segreteria Nazionale Filctem Cgil – è la disponibilità di Confindustria Ceramica a riconoscere un incremento dei minimi retributivi uguale per tutti i settori.

Rimane tuttavia per la Filctem Cgil un giudizio negativo sia per la parte economica, con l’offerta ferma a 105 euro al D1, sia per quella normativa, dove permangono divergenze in qualche caso anche profonde con la controparte imprenditoriale.

Per la parte economica in particolare, l’offerta di Confindustria Ceramica si attesta al livello più basso in assoluto fra tutti i contratti rinnovati da Filctem, Femca e Uiltec nella corrente stagione contrattuale.

La Filctem Cgil ribadisce la propria posizione coerente con la piattaforma rivendicativa unitaria e con i risultati ottenuti negli oltre venti contratti nazionali positivamente rinnovati in questi mesi da Filctem Femca e Uiltec, nonostante la crisi colpisca i rispettivi comparti in forme specifiche ma non meno gravi che nell’industria ceramica.

E’ su queste basi che la Filctem Cgil intende proseguire il negoziato e concludere rapidamente e positivamente la trattativa, misurando fino in fondo la reale volontà di Confindustria Ceramica, che sino ad oggi non ha saputo spiegare per quale ragione non sia possibile rinnovare proprio e solo questo contratto.

La Filctem Cgil – conclude la Segreteria Nazionale Filctem – chiede il sostegno dei lavoratori, la loro mobilitazione e più incisive iniziative di lotta, perché ritiene che ci siano le condizioni per superare resistenze immotivate e procedere speditamente al rinnovo del ccnl”.

“A nove mesi dalla scadenza del Contratto (giugno 2013) e quando tutti gli altri settori della nostra categoria (chimici, tessili, energia, manifatture) hanno positivamente rinnovato i contratti, nel settore ceramico/piastrelle (controparte Confindustria Ceramica con sede a Sassuolo) non si riesce a determinare una positiva soluzione alla vertenza”. Così Giordano Giovannini,  Segretario Generale Filctem Cgil  Emilia Romagna.

“Ci sono voluti mesi per rimuovere una posizione che nei fatti negava unicità e ruolo generale al Contratto nazionale (fino a questa notte la controparte pretendeva aumenti differenziati sui minimi contrattuali a regime) e tutt’ora la proposta avanzata è insoddisfacente sia nella cifra economica (105 € in 3 anni) che sulla parte normativa”.

“Nei prossimi giorni in Emilia Romagna, dove è concentrato quasi l’80% degli addetti, proseguiranno le iniziative e le pressioni a sostegno della piattaforma unitaria e per superare le immotivate resistenze delle controparti” – conclude Giovannini.