Aumenta l’export della regione. Modena seconda

exportUn valore economico di 10,7 miliardi di euro. Questo l’ importo che vanta l’ export della provincia modenese, che da sola vale il 21,3% dell’ export regionale, seconda per volumi esportati solo a Bologna. Solo questo dato dà l’ idea di quanto questa voce sia importante nel bilancio dell’ economia locale, che negli ultimi anni continua a registrare segni positivi. Ma le imprese non possono adagiarsi e devono capire che diversificare è la parola d’ ordine.

Vero è che le esportazioni aumentano sempre più, ma è altrettanto vero che i Paesi di riferimento cambiano. Questo si evince dallo studio condotto da Confindustria Modena. Secondo l’ analisi dell’ associazione di via Bellinzona il segno più dal 2010 non è mai scomparso: nel 2009 infatti, l’ anno più critico della crisi, il calo ha toccato quota -25,1%, pari a 3 miliardi di euro.

Nel 2010 le esportazioni provinciali hanno registrato aumenti pari a un +13,6%, +9,4% nel 2011, +2,9% nel 2012 e +3,1% nel 2013. Ma lo studio sembra mettere in guardia le imprese. Perché esportare semplicemente non basta, occorre diversificare. Ancora una volta sono i dati a testimoniarlo. Se l’ Unione Europea a 15, infatti, nel 2013 è ancora il mercato di riferimento delle imprese modenesi, rappresentando il 36% dell’ export, è anche vero che ha perso quote (nel 2008 era al 40%) in favore dei Bric, dell’ Asia e di tutto il continente americano.

Addentrandosi nel dettaglio dei diversi settori si osserva come a segnare il maggior incremento, in termini percentuali, sia quello alimentare (con 1,14 miliardi di euro di esportazioni) che registra una crescita (tra il 2011 e il 2013) del 16%, con un’ esplosione in Cile (+351%) e Filippine (+67%).

Nel tessile (con un valore di 849 milioni di euro), invece, a fare la parte del leone sono il Giappone a +95%, Lettonia a +167% e l’ Australia a +272%; ma il settore si presenta comunque in profonda crisi se solo si pensa che dal 2011 al 2013 la crescita è stata pari a zero nel mondo e in ritirata dalla Ue a 15 a -5%. Il ceramico (1,79 miliardi di euro di export), invece, registra l’ exploit del Medio Oriente, con il Libano a +92%, l’ Arabia Saudita a +33%; ma anche l’ Australia a +48% e Russia a +42%; la Francia, pur detenendo il valore assoluto più alto (295 milioni di euro), batte in ritirata con un -6%. Nel complesso la piastrella mostra una crescita pari a un +8%. Uno sguardo, infine, al metalmeccanico, che nello studio dell’ associazione comprende il settore dei macchinari e apparecchi (la cui crescita registra un +3%) e i mezzi di trasporto (a +14%). Dopo Milano e Torino, Modena, soprattutto grazie a mezzi di trasporto, macchine agricole e altre apparecchiature meccaniche, è la terza provincia d’ Italia che esporta negli States (+56% per i macchinari e apparecchi e +46% per i mezzi di trasporto). Perdono, invece, le esportazioni verso Francia (-10% i macchinari e -7% i mezzi di trasporto) e Cina (-26% i macchinari e -16% i mezzi di trasporto).