Confindustria, allarme crescita: “Pil 2014 non più di 0,5%”

giorgiosquinziAlla scarsa competitività dell’Italia si aggiungono ora le incertezze globali, in particolare le tensioni in Ucraina, e per la nostra economia potrebbe essere a rischio un incremento del Pil superiore allo 0,5% nel 2014. A lanciare l’allarme è il Centro studi di Confindustria che analizza l’andamento del mercato italiano.

“Due tipi di fattori frenano la ripartenza dell’economia italiana. Sul fronte esterno la nebbia dell’incertezza sulla solidità dello scenario globale, spinge a navigare a vista e frena le decisione di spesa. Sul fronte interno agiscono gli handicap competitivi strutturali e le lunghe code della crisi”, si legge in ‘Congiuntura flash’.

Già l’indicatore Ocse, d’altra parte, scrivono ancora gli economsiti di viale dell’Astronomia “suggerisce un nuovo indebolimento già nel secondo trimestre anzichè un irrobustimento”. Già metà anno, dunque, prosegue il Csc citando sempre l’Ocse, è atteso un profilo piatto del Pil.

Per Confindustria, dunque, l’attenzione va posta sugli ostacoli che impediscono al Paese un rilancio dell’economia, sia quelli “che da molti anni tengono bassi il potenziale di crescita” sia quelli sorti negli ultimi tempi. Ostacoli che rendono percio’ il Paese poco attrattivo e che vanno dalla eccessiva regolamentazione ai tempi lunghi della pubblica amministrazione, dalla tassazione alta, in particolare il cuneo fiscale, all’inefficienza della spesa pubblica passando per la restrizione del credito, “che è tornato a mordere in gennaio” e per una domanda interna “molto fiacca” anche se viale dell’Astronomia rileva un leggero miglioramento registrato dalla maggior fiducia espressa dalle imprese che producono servizi.

Il calo della spesa delle famiglie, che nel finale 2013 è diminuita per il dodicesimo trimestre consecutivo vede qualche spiraglio negli acquisti di beni durevoli cosi’ come, dicono ancora gli economisti di Confindustria c’è un rafforzamento nel primo trimestre 2014 considerati i dati delle immatricolazioni di auto salite dell’1,2% rispetto al 2013.

Non si arresta invece il deterioramento del mercato del lavoro italiano se è rimasto sostanzialmente invariato il numero di persone occupate a gennaio, -0,04% su dicembre, sono le aspettative occupazionali per i prossimi mesi ad essere negative. Anche il tasso di disoccupazione, ricorda ancora il Csc ha raggiunto il 12,9% a gennaio sfiorando i 3,3 milioni di persone in cerca di impiego. L’incidenza della forza lavoro inutilizzata arriva cosi’ al 14,2% includendo la cassa integrazione.

A preoccupare ci sono poi anche le tensioni con la Russia sulla vicenda Ucraina. Una eventuale escalation delle sanzioni verso Mosca, sottolineano gli economisti di Confindustria, metterebbe a rischio “11 mld di importazioni dall’Italia”. “Un terzo dell’import russo dall’Italia è riconducibile a beni di consumo che sono i settori made in Italy più esposti a un’eventuale escalation delle sanzioni”.