Il settore delle materie prime

materieprimeIl settore delle materie prime per ceramica osservato attraverso un rappresentativo campione di 40 società ha diminuito le vendite nel 2012 di circa il 2,04% portando le vendite da 1254 a 1228 milioni e contemporaneamente diminuendo la redditività lorda operativa (EBITDA) che scende dal 10,94% al 8,39% del valore prodotto a seguito della maggiore incidenza del costo del lavoro e dello stillicidio del valore aggiunto. Gli ammortamenti aumentano sia in valore assoluto che percentualmente, rispecchiando l’incremento degli investimenti in immobilizzazioni. Di tutto questo ne risente l’utile operativo netto (EBIT) che si dimezza e ne risentono anche gli oneri finanziari in aumento, che arrivano ad incidere il 4% sul valore prodotto. Le minori imposte contengono a circa un terzo la diminuzione dell’utile netto finale di conto economico. Pare ridotto al minimo del triennio il pay out dei dividendi cosicchè aumenta la capitalizzazione dal 47,63% di capitale proprio sul totale del patrimonio, al 48,96%.

L’esposizione finanziaria rimane equilibrata seppure evidenziando un trend in aumento. Migliora ancora il free cash flow per la terza volta consecutiva, segno dell’attenzione con cui si gestisce la finanza. Il ciclo finanziario vede uno sfasamento tra i tempi di pagamento ed incasso, su questo fronte gioca, da una parte una tradizione ormai consolidata sulle dilazioni nel settore ceramico e dall’altra il momento di stretta finanziaria dovuta alla crisi generale che ovviamente provoca la ricerca a 360 gradi, da parte di tutti gli operatori economici, di ulteriori fonti di finanziamento.

 

 

Statisticamente le previsioni sulla redditività indicano una maggiore probabilità di aumento dell’incidenza dell’EBITDA, che è tanto più realizzabile quanto meno strutturale è la tendenza negativa evidenziata nel conto economico. Vi sono circa un 54% di probabilità che l’EBITDA si riprenda ad un livello pari o superiore al 10% di incidenza sul valore prodotto, mentre sono solo il 2% le probabilità che lo stesso indicatore scenda a livelli pari o inferiori al 6,5%; il restante 44% di probabilità riguardano la possibilità per l’EBITDA di rimanere in un range tra 6,5% e 10,3% del valore prodotto.

 

Riassumendo idealmente le caratteristiche economico-finanziarie di questo settore in un valore unitario di rating, valutato con la scala S&P, avremmo secondo calcoli da noi semplificati, un valore AA- .

Di Alfredo Ballarini

Fonte: Confindustriaceramica.it