Nel mirino Rai e pensioni d’oro. Spending review, giallo sul peso dei tagli

IMF's Director of Fiscal Affairs Department Cottarelli presents Fiscal Monitor Press Conference at IMF Headquarters in WashingtonNon sono sette, come dice Renzi (che però precisa che Cottarelli è stato prudente) ma poco più di tre i miliardi di risparmi che saranno realizzati con la scure della spending review quest’anno. Ma se si comincia da maggio. Se invece la revisione della spesa pubblica fosse partita a gennaio allora si sarebbe arrivati ai sette miliardi indicati dal premier. Al di là del balletto delle cifre, ieri il commissario alla spending review Carlo Cottarelli ha indicato i tagli, sollevando l’inevitabile valanga di proteste.

Nel mirino di Cottarelli ci sono le pensioni più alte, le forze dell’ordine e persino la Rai. In salvo, invece, le fasce deboli e il budget per cultura e istruzione per cui siamo uno dei fanalini di coda in Europa. Per il commissario alla spending review «c’è molto da fare» e bisogna mettersi «al lavoro seriamente e subito». Solo così sarà possibile centrare l’obiettivo di 3 miliardi nel 2014 e porre le basi per tagli fino a 18 miliardi per il 2015 e a 34 nel 2016. In audizione al Senato, Cottarelli ha accennato a «33 azioni o gruppi di azioni» riassunte in «una settantina di schede PowerPoint» presentate al comitato interministeriale per la revisione della spesa. Un piano elaborato, ha precisato, in «piena autonomia e indipendenza di giudizio», «raccomandazioni» su cui ci dovrà ora essere una «scelta politica».

 

IL PIANO triennale dei tagli parte dal flusso dei trasferimenti alle imprese. Poi punta sulle retribuzioni dei dirigenti pubblici «più alte rispetto ai colleghi europei» e che vanno quindi riallineate. Poi un affondo su quel 15% di pensioni più alte (quelle oltre i 2.500 euro mensili ma la soglia a rischio potrebbe anche essere più bassa tenendo conto che l’82,7% dei trattamenti Inps è sotto i 1.500 euro) che potrebbero essere chiamate a pagare un contributo temporaneo di solidarietà da destinare a incentivi per nuove assunzioni. Immediata la reazione dei sindacati: andrebbero colpite le grandi rendite, le pensioni «non sono un bancomat» protesta lo Spi-Cgil.

Cottarelli punta anche a stoppare le «spese per l’alta burocrazia» dai gabinetti dei ministri alle auto blu («una per ministro con un pool di massimo cinque auto per ogni ministero»).

 

ALLA Sanità, materia ‘delicata’ riconosce il commissario, si può chiedere meno ma «anche qui c’è qualche risparmio da fare», per esempio «sui ricoveri ospedalieri non necessari e con il principio dei costi standard». E a proposito di costi nel mirino non potevano non finire quelli della politica. Sotto accusa, in particolare, ci sono la Difesa e anche la prassi delle cosiddette «mancette» che infarciscono di anno in anno le Leggi di stabilità. Due miliardi possono essere recuperati invece sul fronte degli immobili. E «risparmi significativi» possono arrivare da sinergie tra corpi di polizia. Un altro capitolo riguarda le partecipate dello Stato.

Su questo fronte Cottarelli chiede piani di ristrutturazione entro settembre. Infine, fa discutere anche la stoccata alla Rai: «Potrebbe benissimo coprire l’informazione regionale senza avere sedi». Immediata la replica Usigrai: «Le sedi sono un pilastro del servizio pubblico».

 

Fonte: Qn