Spending review, il piano di Cottarelli

IMF's Director of Fiscal Affairs Department Cottarelli presents Fiscal Monitor Press Conference at IMF Headquarters in WashingtonPer gli ultimi otto mesi dell’anno «più o meno si arriva a 5 miliardi. Questo se si cominciasse da maggio. Prudenzialmente si può contare su 3 miliardi. C’è un margine, tutto dipende dalle decisioni politiche che si prendono». Lo ha detto il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, in audizione al Senato.

IL NODO PENSIONI

Sulle pensioni quello del dossier presentato dal commissario Carlo Cottarelli era «uno scenario illustrativo» che può essere «modulato secondo i parametri che si decidono». «Sono scelte politiche, si può anche decidere che non si devono toccare». Cottarelli ha spiegato che per lo scenario sulle pensioni è stato preso a riferimento il reddito procapite italiano calcolato dall’Istat, pari a 26.000 euro. Il contributo previsto dal dossier messo a punto finora sarebbe quindi partito da «pochi euro al mese andando poi a crescere» in base al reddito. «Dipende dal tipo di scenario che si vuole avere, sono scelte politiche – ha evidenziato – si può anche decidere che non si devono toccare». In ogni caso, ha puntualizzato il commissario, «per gli scaglioni più bassi il contributo era molto basso», quindi anche «se si partisse da più in alto i risparmi non sarebbero compromessi».

IL SISTEMA SANITARIO

«Il Sistema sanitario nazionale è sostenibile? Credo di sì, non credo sia necessario un cambiamento radicale, in percentuale i risparmi nel mio documento sono abbastanza contenuti, non c’è da rivedere il sistema, c’è un risparmio sui servizi, con la piena attuazione dei costi standard, che si possono applicare anche ad altri settori», chiarisce il commissario alla spending review. Anche sulle ipotesi di risparmio relative alle forze dell’ordine, Cottarelli ha detto che «ci sono sovrapposizioni e mancanza di coordinamento per esempio sugli acquisti separati tra diverse forze polizia, esistono margini di risparmio, avete visto i quotidiani, si sta parlando di piani di miglior coordinamento compreso l’acquisto di beni e servizi, il tema è delicato e non si vuole ridurre il livello di sicurezza, si parla solo di sinergie e servizi migliori spendendo di meno, è una cosa da studiare ulteriormente e per questo risparmi non sono per quest’anno».

ENTRO SETTEMBRE IL PIANO PER LA SICUREZZA

 

«Sulle forze di polizia che esistano problemi di sovrapposizione e di coordinamento è abbastanza noto, che esistano margini di risparmio anche. Si sta parlando di piani di miglior coordinamento, compreso l’acquisto di beni e servizi. È un tema molto delicato: non si vuole ridurre il livello di sicurezza, è un’area in cui si parla di sinergie, spendendo di meno», dice il commissario alla spending review, rispondendo alle polemiche nate intorno ai possibili tagli alle forze dell’ordine. E aggiunge: «Per alcune riforme, quelle che io chiamo sinergie, come per le forze di polizia o per le centrali di acquisto, occorre partire subito in termini di definizione dei piani specifici anche se gli effetti ci saranno solo nel 2015. Nella mia agenda c’è la scadenza di metà settembre per la definizione dei piani strutturali».

LA CGIL BOCCIA LA CURA

 

La Cgil si aspettava dalla spending review, «la cui finalità è sempre più fondamentale», qualcosa «di meglio e di più, ovvero una maggiore lotta agli sprechi reali e non l’ennesimo attacco al sistema pubblico e del welfare». Lo afferma il responsabile dei Settori pubblici di corso d’Italia, Michele Gentile, in merito alla bozza del rapporto del commissario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, sollecitando il governo ad avviare un confronto con le parti sociali. La critica del sindacato parte dal fatto, osserva il dirigente sindacale, «che sarebbe molto interessante avere conoscenza delle fonti e dei `ragionamenti´ in base ai quali, secondo il commissario, vi sarebbero 85 mila esuberi tra i dipendenti pubblici, `compensabili´ con il blocco completo del turn over. Il tutto come se parlassimo di oggetti indistinti e non di professionalità e di competenze utili».

 

Per Gentile, infatti, questi numeri «sembrano costruiti solo per fare teoremi e non per affrontare e risolvere problemi, così come ad esempio lo scioglimento di alcune amministrazioni pubbliche. Tra queste l’Aran, forse perché Cottarelli pensa che non vi debba essere più il rinnovo dei contratti collettivi per i dipendenti pubblici? O il Cnel, la cui dismissione, che non condividiamo, deve passare attraverso una modifica della Costituzione. Solo due esempi ma, dalle cose che si leggono, in vari punti del piano di revisione ci si ritrova nella stessa situazione». Quindi «attendiamo che il governo convochi le parti per capire se le proposte di Cottarelli sono le stesse dell’esecutivo. In quella sede – conclude Gentile – presenteremo le nostre proposte contro gli sprechi, per una spesa pubblica efficace e fonte di moralizzazione e di crescita».

 

Fonte: La Stampa