Tasi, la preoccupazione di Lapam Un’ulteriore aggravio che pesa sugli imprenditori: “Chiediamo chiarezza sulla tassa”

munariLa manifestazione delle piccole e medie imprese che ha visto arrivare a Roma ben 60.000 imprenditori da tutto il Paese (e che anche a Modena e Reggio ha avuto vasta eco, a causa della massiccia presenza di aziende del territorio) ha messo in evidenza il tema della pressione fiscale per le aziende, che ormai da tempo non è più sostenibile. Un corollario di imposte, tasse, tariffe che cambiano nome (Ici, Imu, Tares, Tari, Tasi, Iuc… e chi più ne ha più ne metta), ma nella sostanza pesano sempre di più sugli imprenditori e sul tessuto economico e sociale.

Nell’ambito dei bilanci previsionali dei comuni, Confartigianato Lapam interviene nuovamente esprimendo tutta la legittima preoccupazione del mondo dell’impresa sull’introduzione di alcune nuove imposte.

“Ancora una volta i bilanci comunali si portano in equilibrio attraverso la leva fiscale, caricando su aziende e cittadini nuovi e maggior costi non più sostenibili – afferma Erio Luigi Munari, presidente Confartigianato Lapam –. Se per Imu e Tari (ex Tares) abbiamo già dovuto affrontare incrementi o adeguamenti nel passaggio da tassa a tariffa, la nostra preoccupazione oggi è rivolta alla Tasi, diretta alla copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili.

Ogni amministrazione – sottolinea il presidente Lapam – può ‘modulare’ la tassa inserendovi più o meno servizi. Proprio per questo chiediamo al Comuni chiarezza su come intendono agire su questa imposta e a quale fine è rivolta (copertura dell’Imu prima casa o altro?)”.

“L’Imu ordinaria in molti Comuni – continua Munari – era già fissata all’aliquota massima possibile, per questo auspichiamo una riduzione dell’imposizione per dare respiro alle nostre imprese anche utilizzando al meglio le opportunità offerte dallo strumento delle detrazioni”.

Lapam Confartigianato ha già in previsione degli incontri coi sindaci del territorio per analizzare insieme eventuali specifici correttivi al fine di portare in equilibrio il bilancio comunale, e al contempo, non aggravare le imprese di altri costi.

“Questo balletto di nomi e il rimpallo di responsabilità tra il livello locale e quello dello Stato centrale francamente non ci interessa – conclude il presidente Confartigianato Lapam – quello che importa ai cittadini è di poter arrivare dignitosamente a fine mese e alle imprese di poter essere messe nelle condizioni di competere quando non semplicemente di sopravvivere.

A questo siamo arrivati, chiediamo quindi ai Comune di fare un piccolo sforzo e di comprendere le nostre esigenze e le nostre richieste”.