Bce: la disoccupazione Ue migliora

bceIl mercato del lavoro nell’Eurozona, stabilizzatosi la scorsa primavera, mostra «primi segni di miglioramento». Lo scrive la Bce, rilevando che il tasso di disoccupazione stabilizzato all’11,9% «cela una flessione nel numero di disoccupati» che suggerisce «che il tasso di disoccupazione abbia superato il suo punto di massimo».

La Bce si dice pronta a misure non convenzionali e «non esclude un ulteriore allentamento della politica monetaria e ribadisce con fermezza che continua ad attendersi tassi di interesse di riferimento della Bce su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo». È quanto si legge nel Bollettino mensile.

 

«Tale aspettativa si fonda su prospettive di inflazione complessivamente contenute anche nel medio termine», afferma la Bce. Secondo la stima rapida dell’Eurostat, nell’area dell’euro l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo Iapc è scesa dallo 0,7 allo 0,5 per cento tra febbraio e marzo, di riflesso al calo dei tassi. L’Eurotower spiega che «ci si attende che in aprile l’inflazione al consumo registri un certo incremento, connesso in parte alla variabilità dei prezzi dei servizi nel periodo intorno a Pasqua. Nei mesi seguenti l’inflazione dovrebbe restare contenuta, per poi aumentare gradualmente nel corso del 2015 e raggiungere livelli prossimi al 2 per cento verso la fine del 2016. Allo stesso tempo le aspettative di inflazione a medio-lungo termine rimangono saldamente ancorate in linea con la stabilità dei prezzi». Il Consiglio direttivo ritiene che i rischi per le prospettive sull’andamento dei prezzi, «sia al rialzo che al ribasso, siano limitati e sostanzialmente bilanciati nel medio periodo. In tale contesto – conclude – le possibili ripercussioni dei rischi geopolitici, nonché dell’evoluzione dei tassi di cambio saranno tenute sotto stretta osservazione».

 

Nel Bollettino la Bce invita i governi dei paesi dell’Eurozona a non disperdere i progressi ottenuti nel consolidamento dei conti pubblici e li esorta a ricondurre gli elevati rapporti debito/PIL su un sentiero discendente nel medio termine, in linea con il Patto di stabilità e crescita. Le strategie di bilancio dovrebbero assicurare una composizione dell’aggiustamento favorevole alla crescita al fine di innalzare la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici, limitando al minimo gli effetti distorsivi dell’imposizione fiscale. Poi il capitolo delle riforme strutturali, ’’occorre attuare ulteriori interventi decisivi per realizzare riforme nei mercati dei beni e servizi e del lavoro finalizzate a incrementare la competitività, innalzare la crescita potenziale, creare opportunità di occupazione e rendere le economie dell’area più flessibili’’.