Tasi: salasso per le imprese

taresUnindustria Reggio Emilia ha presentato i risultati dell’ Indagine annuale sui tributi locali, elaborata prendendo in considerazione i dati 2013 in raffronto con quelli del 2012.

Il monitoraggio ha riguardato l’ operato delle Amministrazioni dei 45 comuni della provincia di Reggio Emilia sul fronte dell’ imposizione fiscale a carico delle imprese in merito all’ aliquota IMU applicata ai fabbricati industriali, all’ aliquota dell’ addizionale comunale IRPEF, all’ aliquota al mq dell’ imposta sulla PUBBLICITÀ e all’ aliquota al mq della TARSU/TARES (tassa/tariffa rifiuti) per le attività industriali e il relativo gettito.

I risultati sono stati presentati dal Presidente di Unindustria Stefano Landi e dal Vice Presidente con delega a Credito, Finanza e Politiche fiscali Alberto Viappiani.

Quest’ ultimo ha illustrato sinteticamente i principali dati emersi. “Il nostro tradizionale monitor sui tributi locali ha registrato che l’ 80% dei comuni reggiani -36 su 45- ha conservato nel 2013 per i fabbricati industriali la medesima aliquota IMU già adottata nel 2012. I restanti 9 comuni hanno applicato un’ aliquota superiore. Per quanto riguarda l’ aliquota dell’ addizionale comunale IRPEF, lo scorso anno 3 comuni l’ hanno ritoccata al rialzo, mentre 14 l’ hanno lasciata invariata e 7 non l’ h a nno applicata. 20 comuni hanno applicato nel 2013 delle aliquote differenziate per fasce di reddito, una circostanza che rende non immediata una comparazione con l’ anno 2012.

Stazionaria la situazione per l’ imposta sulla pubblicità, che nel periodo 2012/2013 è rimasta invariata nella totalità dei comuni. La nota dolente – sottolinea Viappiani – è arrivata da TARSU/TARES applicate alle attività industriali: l’ 80% dei Comuni ha alzato le ali quote rispetto all’ anno precedente, solo 9 amministrazioni hanno fatto registrare un decremento dell’ imposta. Questo ulteriore incremento ci porta a ribadire che da tempo gli industriali reggiani chiedono un sistema di imposizione parametrato agli effettivi quantitativi di rifiuti conferiti e non al calcolo delle superfici occupate, come avvenuto fino ad ora. La nostra struttura si rende nuovamente disponibile ad affiancare le Amministrazioni Locali nell’ individuare un percorso che porti progressivamente alla determinazione puntuale dei rifiuti prodotti, affinché questa imposta possa essere più equa sotto tutti i punti di vista”.

Il Presidente Stefano Landi ha quindi aggiungo alcune considerazioni all’ analisi dei dati avanzando richieste precise alle Amministrazioni Comunali: “Da quest’ anno i Comuni applicheranno la IUC (Imposta Unica Comunale), che si compone della “ve cchia” IMU e delle “nuove” TASI e TARI. La richiesta di Unindustria Reggio Emilia, ai Sindaci attuali e ai prossimi eletti nei Comuni della provincia, è quella di non avvalersi della facoltà di applicare la nuova imposta sui servizi indivisibili (TASI) ai fabbricati industriali. Sono state infatti proprio le imprese ad avere pagato il prezzo più elevato nel passaggio dall’ ICI all’ I M U, che in molti casi, per effetto della combinazione di aumento delle aliquote e di allargamento della base imponibile, ha comportato un incremento quasi doppio dell’ imposta mediamente dovuta. Inoltre chiediamo di non aggiungere un’ ulteriore aggravio in concomitanza dell’ introdu zione della TARI, la tassa sui rifiuti, che da quest’ anno dovrebbe sostituire la TARES. Il mondo produttivo, il motore produttivo del nostro sviluppo – c o nclude Landi – non sarebbe in grado di assorbire aumenti di imposte che ne condizionerebbero ulteriormente la capacità competitiva, in un momento in cui il sistema economico sta cercando di cogliere le opportunità di una pur debole ripresa.