I contratti di rete convincono i giovani imprenditori

contrattireteI dati aggiornati allo scorso febbraio ed elaborati da Retimpresa, l’agenzia creata da Confindustria per seguire le aggregazioni tra imprese, rivelano che i contratti di rete registrati in Italia sono quasi 1.400 e che le aziende aderenti sono oltre 6mila. Di queste, 890 sono emiliano-romagnole. La nostra regione si colloca al secondo posto, dopo la Lombardia, per numero di imprese coinvolte. Modena è al quinto posto della graduatoria nazionale e prima in Emilia-Romagna, con ben 226 imprese in rete.

 

Questi numeri di primissimo piano sono stati il punto di partenza di una riflessione che ha portato i Giovani Imprenditori di Confindustria Modena a organizzare il convegno “Reti d’impresa 2.0”, con l’obiettivo di dare voce a quegli imprenditori, anche e soprattutto di seconda generazione, che hanno deciso di scommettere sulle reti di impresa. «Sono convinta che il contratto di rete rappresenti per le Pmi italiane e modenesi un’importante opportunità per reagire alla crisi economica», ha ricordato Elena Salda, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Modena. «Le reti d’impresa sono una soluzione concreta a problemi come la limitata dimensione strutturale di molte aziende, ma sono anche un’irripetibile chance per realizzare investimenti e progetti di ricerca e sviluppo».

 

Nel corso dell’incontro è stato proiettato il video “Gli imprenditori raccontano: lavorare in autonomia con obiettivi comuni”. In una decina di minuti sono state condensate le esperienze di sei imprenditori e di altrettanti contratti di rete: Stefano Allegri per Cremona Food, Marco Arletti per la rete Scinet, Ivano Corsini e Stefano Francia per Au.Te.Bo, Vittorio Ori per Five For Foundry, Arturo Santini per MondoBio, Florenzo Vanzetto per RaceBo