Nuovi incentivi ecologici per l’acquisto di automobili, ma è polemica

autogplArrivano i nuovi provvedimenti messi in campo dal governo Renzi nel tentativo di rilanciare l’economia e indurre gli italiani (e le imprese del nostro Paese) ad un migliore comportamento di cultura ecologica. In una disposizione normativa ecco gli incentivi per l’acquisto di automobili ad alimentazione “alternativa”. La conferma del provvedimento arriva dal Ministero per lo Sviluppo Economico la cui Ministra Federica Guidi ne ha firmato il decreto contenente le risorse del 2014. Dunque sconti concreti e realizzabili.

 

Nel mercato delle auto sarebbe possibile fare nuovamente qualche buon affare. Dovrebbe andare in porto lo sforzo di rimettere in marcia un settore che si trova già da qualche anno in stato di crisi. Intanto, per consolidata abitudine italiana, è già polemica aperta da parte delle imprese interessate e della stampa, nei confronti di una misura la cui attuazione avrà inizio nei prossimi giorni di maggio. Anche da parte delle concessionarie di vendita la cautela è di rigore: “Siamo in attesa di conoscere i dettagli per valutarne la portata effettiva. Che dovrebbe avere una efficacia almeno pari alle disposizioni sugli incentivi per le rottamazioni”. L’incoraggiamento legislativo è rivolto, si è detto, all’adozione di carburazioni alternative nelle auto al fine di una efficace lotta allo smog che rende insopportabile e traviante l’aria delle grandi città delle quali Roma è in testa. E’ infatti noto che le centraline di rilevamento dei gas di scarico segnalano nella Capitale, quasi quotidianamente l’”oltre misura”.

 

Dunque imminenti gli sconti fino a cinquemila euro per i veicoli che disporranno di alimentazione diversa da quella corrente a benzina. Saranno quindi vetture elettriche, a metano, a biometano o ad alimentazione ibrida, biocombustibili e a idrogeno. L’importante è che abbiano emissioni di anidride carbonica non superiore, rispettivamente, a 120, 95, o 50 g/km. Il forte sconto previsto è suddiviso, contabilmente in due parti distinte e sommate tra loro: contributo statale e riduzione operata dalla casa automobilistica produttrice.

 

L’esempio più chiaro è dato da automobili da 25.000 euro con emissione di anidride carbonica pari a 50 g/km. che possono avere un incentivo statale di 2.500 euro ed altre 2.500 quale contributo, dal produttore. La spesa prevista complessivamente è di oltre 63 milioni di euro di cui 31,3 milioni a carico del bilancio statale. A questi vanno aggiunte le risorse non utilizzate durante l’anno precedente 2013 relative, ugualmente alle incentivazioni automobilistiche. Da’ forza alle polemiche la considerazione della permanenza di risorse non utilizzate. Si fa avanti il dubbio che il progetto non abbia quella perfezione contabile necessaria al suo funzionamento privo di errori. Si è rilevata infatti una disarmonia contabile fra le diverse parti delle previsioni da parte delle case produttrici di autoveicoli alternativi La previsione di incentivi, la ripartizione dei fondi così come formulate determinerebbe un enorme spreco di risorse senza raggiungere l’obiettivo.

 

La nuova normativa sui sostegni alle auto dispone: il 15% di contributi per l’acquisto senza rottamazione del vecchio vicolo da parte di tutte le categorie di acquirenti di automobili con emissione di anidride carbonica non superiore a 50 g/km. Quindi, la voce è della critica, avrebbero diritto alla percezione di questo incentivo soltanto le auto elettriche. Più che una minoranza, una quasi assenza nel nostro mercato automobilistico. Un altro 35% è devoluto per l’acquisto, anche in questo caso senza rottamazione, di veicoli con emissione di anidride carbonica non superiore a 95 g/km. La parte maggiore dell’incentivo previsto, il 50%, riservato a quelle imprese con l’obbligo di rottamazione dei veicoli con più di 10 anni e con emissione di anidride non superiore a 120 g/km. Affermano le voci polemiche che pochissime imprese continuano ad avere nel proprio parco rottami con più di 10 anni. Inoltre la procedura per ottenere gli incentivi non sarebbe di semplice attuazione. I venditori infatti sono chiamati ad anticipare gli sconti e quindi, in seguito, recuperare il credito nei confronti dello Stato.

 

Dalla prima settimana di maggio i venditori che si registreranno nell’apposita area ministeriale potranno prenotare i contributi per ottenere i maxi sconti da offrire ai clienti. Si lamenta che dalla manovra siano escluse le auto a km zero, che costituiscono la maggior parte delle vetture in giacenza presso le concessionarie. Si tratta infatti di auto già immatricolate e la norma stabilisce che il veicolo acquistato non deve essere stato immatricolato in precedenza.

 

Infine occorre comunque sottolineare come la manovra non sia a carattere obbligatorio né per i venditori né per le case automobilistiche che pertanto possono a loro scelta rifiutarsi di darne applicazione. Per il bene del nostro ambiente e dell’economia si spera che saranno in pochi a non dare corso agli incentivi.