Tasi, Bankitalia: prelievo prima casa +60% con aliquota 2,5 per mille

PRESENTAZIONE LIBRO DI CIAMPIBankitalia, è allarme sulla Tasi. A quanto rileva la Banca d’Italia, il prelievo da parte dei Comuni capoluogo di regione sulle abitazioni principali non di lusso, si è contratto nel 2013, ma “il prelievo complessivo è destinato ad aumentare nel 2014”. Secondo Bankitalia se i Comuni incrementassero le aliquote fino al 2,5 per mille la tassazione locale su tali immobili si riporterebbe ai livelli del 2012. “Nel 2014 – si legge nella Relazione annuale – nell’ipotesi di applicazione della Tasi ad aliquota base, il prelievo aumenterebbe di circa il 12% (rimanendo comunque ben al di sotto del livello registrato nel 2012). Se ciascun capoluogo applicasse un’aliquota pari al 2,5 per mille, il prelievo complessivo crescerebbe di oltre il 60% rispetto al 2013″

 

Bonus Irpef

Bene il bonus Irpef da 80 euro ma per trainare la ripresa occorre rilanciare l’occupazione. È questo il giudizio del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che nelle sue Considerazioni finali chiarisce: la tutela della legalità – ossia lotta contro corruzione, criminalità, evasione fiscale – e l’efficienza della pubblica amministrazione sono le riforme chiave da cui ripartire. Nell’intervento all’assemblea ordinaria dei partecipanti al capitale della Banca d’Italia Visco parla anche di credito e pmi, debito pubblico, banche e Unione Europea. Presenti a Palazzo Koch anche il presidente del Senato Pietro Grasso e il segretario della Cgil Susanna Camusso.

 

Bene 80 euro ma ora focus su lavoro

Erosione dei risparmi e incertezza sui redditi continueranno a gravare sui consumi anche se questi ”potranno trarre beneficio dagli sgravi fiscali di recente approvazione”, come il bonus da 80 euro. I consumi comunque non diventeranno forza trainante di ripresa “senza un duraturo aumento dell’occupazione” spiega Visco ricordando che tra il 2007 e il 2013 l’occupazione è scesa di oltre un milione di persone e “l’offerta di posti di lavoro tornerà a salire solo lentamente”.

 

Priorità a lotta corruzione ed efficienza p.a.

“Corruzione, criminalità, evasione fiscale – spiega Visco – oltre a minare alla radice la convivenza civile, distorcono il comportamento degli attori economici e i prezzi di mercato, riducono l’efficacia dell’azione pubblica, inaspriscono il livello della tassazione per coloro che adempiono ai propri doveri, comprimono gli investimenti produttivi e la generazione di nuove occasioni di lavoro”. Quanto alla pubblica amministrazione, il suo buon funzionamento “riduce i costi delle imprese e si riflette favorevolmente sulla qualità e sul costo dei servizi pubblici”.

In arrivo misure per il credito alle pmi

Più liquidità alle banche e quindi maggiore concessione di credito alle Pmi. Questo l’obiettivo delle misure concordate con la Bce – in arrivo nelle prossime settimane – che prevedono l’utilizzo anche delle linee di credito in conto corrente da parte delle banche per rifinanziarsi alla Bce. “In questo modo – spiega Visco – sarà permesso utilizzare portafogli di crediti, con una gestione più flessibile del collaterale e con minori scarti di garanzia. Sarà inoltre possibile includere i mutui ipotecari concessi alle famiglie”.

 

Tenere separate fondazioni e banche

Il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco torna anche a chiedere il rafforzamento della separazione fra fondazioni e banche “non consentendo il passaggio di vertici dell’una agli organi dell’altro” e “estendendo il divieto di controllo ai casi in cui esso è esercitato di fatto, anche congiuntamente con altri azionisti”.

 

Banche: aumenti di capitale per 60mld

Le banche italiane hanno realizzato dal 2008 al 2013 aumenti di capitale e autofinanziamento per 60 miliardi di euro con un “rafforzamento che è ancora in corso” e tutto con risorse private. Lo afferma il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco secondo cui “nei primi cinque mesi di quest’anno dieci gruppi bancari hanno effettuato o annunciato aumento di capitale per 11 miliardi”. Il supporto pubblico alle banche, ha ricordato, è stato “molto contenuto” e ha “generato cospicui guadagni netti per lo Stato”.

 

Debiti p.a. scesi a 75 miliardi

I debiti della Pubblica Amministrazione sono scesi a 75 miliardi dai 90 stimati lo scorso anno. Visco ha ricordato come “l’accelerazione dei pagamenti dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione” ha contribuito ad arrestare la recessione in atto dal 2008 assieme alla domanda estera e al ridursi della necessità di correzione dei conti pubblici.