Padoan guarda al futuro: “L’Italia può iniziare un lungo ciclo virtuoso”

pier-carlo-padoan“Sono convinto che l’Italia abbia tutte le possibilità per iniziare un circolo virtuoso molto positivo e duraturo”. A dirlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, da New York. “Negli Stati Uniti ho trovato grande aspettativa sull’Italia – ha detto a RaiNews -, grande fiducia e grande voglia di investire. La via maestra per ridurre il debito pubblico è la crescita e per ottenere questa servono le riforme”.

Il ministro dell’Economia professa quindi, ancora una volta il suo ottimismo, convinto che “l’Italia ce la può fare, che ce la farà”. Questo a dispetto degli indicatori economici non propriamente positivi nelle ultime settimane e del sostanziale scetticismo delle agenzie di rating come Standard & Poors che non hanno migliorato il proprio giudizio sul nostro Paese. “Standard & Poor’s evidentemente non sta riconoscendo i grandi progressi che l’Italia sta facendo in termini di performance e riforme” afferma Padoan che sottolinea la bontà dell’operato del governo. “Si sta lavorando su più fronti, anche quello della corruzione che si sta affrontando con efficacia e determinazione: il problema della corruzione diventerà sempre meno un problema”.

 

Per il ministro i risultati di questa azione arriveranno nel giro di qualche mese. “Invito a vedere cosa sarà successo nei prossimi sei mesi – dice -, quando si inizieranno a vedere i segni tangibili, sempre più forti, che l’economia italiana sta uscendo da una fase molto molto dura, due anni di recessione in cui il prodotto è crollato di 10 punti, e quindi cominceranno a esserci prospettive di occupazione e crescita”.

 

Crescita, per ottenere la quale servono riforme. Sul fronte istituzionale, del lavoro e della pubblica amministrazione. Ma ci sono, ammette Padoan, anche altre cose altrettanto importanti, quali la delega fiscale, il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione e la spending review. Riforme necessarie che vengono chieste al paese anche dagli investitori esteri e della aziende italiane.

 

Padoan spiega come gli investitori chiedono ”cambiamenti profondi e duraturi nel modo di fare impresa, quindi nel funzionamento della giustizia amministrativa, in un mercato del lavoro piu’ semplice e trasparente”. Tutti fronti sui quali il governo sta lavorando, anche perché le riforme portano crescita e con piu’ crescita si riduce il debito pubblico. ”La via maestra per ridurre il debito pubblico è la crescita. Se ci fosse un po’ più crescita, e ci sarà, lo sforzo fiscale dell’Italia non ha paralleli in Europa: solo la Germania ha lo stesso sforzo fiscale mantenuto nel tempo” afferma, sottolineando che il ”dilemma fra crescita e rigore è superato: la presidenza italiana dell’Unione europea metterà crescita e lavoro al primo posto”.