Valter Caiumi alla guida degli industriali modenesi

ValterCaiumi_464x265Valter Caiumi, amministratore delegato della Emmegi di Soliera, è il nuovo presidente di Confindustria Modena. Succede a Pietro Ferrari e rimarrà in carica per i prossimi quattro anni. La votazione è avvenuta durante l’assemblea privata: l’imprenditore solierese ha ricevuto un consenso molto vasto dai colleghi, il 95%. Una conferma ampia della decisione della giunta di Confindustria Modena.

A fine aprile, infatti, il parlamentino degli industriali modenesi aveva votato a maggioranza assoluta la candidatura di Valter Caiumi alla presidenza per il quadriennio 2014-2018, con 35 voti su un totale di 39 nel ballottaggio con Claudio Reggiani, l’altro candidato emerso dalla consultazione della compagine associativa.

Profilo di Valter Caiumi

Nato a Carpi (Modena) il 20 gennaio 1963, Valter Caiumi è sposato e padre di tre figli.

È amministratore delegato del Gruppo Emmegi, leader nella produzione di tecnologie per la lavorazione dell’alluminio, pvc e leghe leggere. Il Gruppo impiega circa 500 dipendenti nel mondo, ha un fatturato consolidato che si attesta intorno agli 80 milioni di euro, di cui l’80 per cento realizzato all’estero.

Giovanissimo entra nell’azienda di famiglia, fondata nel 1972 dal padre Giuseppe, affiancandolo progressivamente, insieme al fratello e alla sorella, nelle principali funzioni strategiche (acquisti, customer care, vendite, produzione) e avviando la prima esperienza imprenditoriale all’età di 24 anni. I risultati raggiunti lo portano, già nel corso degli anni Novanta, a essere nominato direttore generale del Gruppo.

Sotto la sua direzione Emmegi ha avuto uno sviluppo crescente, sino a divenire un Gruppo multinazionale con filiali commerciali e produttive all’estero. Infatti, tra gli obiettivi che continuano a essere al centro della mission vi sono il costante ampliamento della gamma prodotti, la crescita internazionale, la diversificazione del business.

Caiumi è membro del consiglio direttivo dell’Unicmi (Unione nazionale delle industrie delle costruzioni metalliche, dell’involucro e dei serramenti). Ha ricoperto diversi incarichi in Confindustria Modena in qualità di membro della Commissione estero e in seguito come rappresentante e coordinatore del Distretto di Carpi. Negli ultimi due anni è stato vicepresidente.

Oltre all’impegno nel Gruppo Emmegi, Valter Caiumi è anche componente del Consiglio affari economici diocesano di Carpi.

Sala gremita di giornalisti per il debutto di Valter Caiumi, che per i prossimi quattro anni guiderà l’associazione degli industriali modenesi. All’inizio della conferenza stampa, il presidente ha ricordato il proposito per il suo mandato: la capacità di progettare il cambiamento, agevolare la progettazione del futuro delle imprese.

Lavorare per il miglioramento

«Un cambiamento, o meglio, un miglioramento», ha aggiunto Caiumi, «che dovrà riguardare sia il fronte interno, per rendere più innovative le performance della nostra associazione, sia il versante esterno, “politico”, di Confindustria Modena per far sì che ci venga riconosciuto in maniera definitiva il ruolo fondamentale di motore dello sviluppo.

La crisi mondiale ha sottoposto il sistema economico e industriale è stato sottoposto a cambiamenti epocali. Anche il nostro territorio, che pure mette a segno risultati migliori rispetto all’andamento nazionale, risente di questa condizione generale. «Siamo da sempre una provincia a tasso manifatturiero molto elevato», ha ricordato Caiumi, «realizziamo quasi il 3% delle esportazioni nazionali e oltre il 20% di quelle della nostra regione. E sui mercati stranieri abbiamo addirittura migliorato le nostre performance del 2,5% rispetto all’anno scorso».

«Ma se osserviamo l’altro lato della medaglia vediamo che le cose non vanno poi così bene. La nostra capacità produttiva in questi ultimi anni si è notevolmente affievolita: ci siamo allontanati dal -21,4% del 2009, record storico in negativo, ma continuiamo tuttora a registrare il segno meno. Non hanno certo aiutato le avversità naturali che si sono abbattute sulla nostra terra e sulla nostra gente. Ma non ci siamo arresi di fronte alla natura che ci si rivoltava contro. Oggi stiamo uscendo da questi tristi accadimenti sicuramente più forti. E abbiamo fatto tesoro di valori in precedenza radicati nella nostra cultura: la coesione e la solidarietà, ultimamente troppo spesso dimenticati».

La fusione tra Modena, Reggio Emilia e Bologna

L’intenzione è, nei prossimi anni, di portare avanti con determinazione il progetto di fusione tra le associazioni territoriali di Modena, Bologna e Reggio Emilia. «Si tratta di un traguardo che ci consentirà di acquisire maggiore autorevolezza, integrare meglio le nostre eccellenze e sviluppare ancora di più le nostre potenzialità», ha rilevato il presidente di Confindustria Modena. «Non si tratta solo del “peso” che un’associazione che da mille imprese passerà a contarne quattromila avrà in Confindustria, o nel confronto con le istituzioni e i sindacati. Pensate, invece, che insieme diventeremmo la seconda territoriale italiana per capacità produttiva. Abbiamo lo stesso humus industriale, i settori produttivi sono trasversali: pensiamo alla meccanica, all’alimentare, alla ceramica. Aggregati in un’unica realtà associativa, abbiamo maggiori possibilità di migliorare il nostro sistema industriale e dargli nuova competitività. Con quattromila imprese diventiamo il vero motore trainante dell’economia regionale e possiamo portare un contributo di sostanza per uscire dalla crisi.

La formazione, la ricerca, l’internazionalizzazione

C’è poi un altro aspetto che il presidente ha evidenziato come imprescindibile: la necessità di una visione dello sviluppo che si fondi sull’innovazione e sul capitale umano. «Dal capitale umano dipende il benessere di una nazione. Ma purtroppo le condizioni del nostro capitale umano non brillano. Scuola, università e formazione, le principali istituzioni che ci consentono di accumulare questo capitale, non escono bene dal confronto internazionale. Per questo il tema complesso dei rapporti con la nostra Università è tra le priorità della mia agenda. Dobbiamo darci come obiettivo un miglioramento sensibile rispetto alla condizione attuale. E sono certo che, insieme, ci riusciremo. Così come, si lavorerà al potenziamento dei rapporti con le scuole tecniche, e più in generale su tutto il segmento dell’orientamento scolastico».

«La collaborazione con l’Università va migliorata anche sul fronte della creazione degli spin off», continua Caiumi. «Finora abbiamo avuto dei risultati interessanti. Ma ora dobbiamo valorizzare meglio questi strumenti trasformandoli in vere opportunità imprenditoriali: un filone da sviluppare, anche con risorse private». Un altro segmento strategico su cui concentrarsi è l’Ict. «L’Information technology dovrà diventare la nostra forma di comunicazione abituale. Il network virtuale delle nostre attività. Purtroppo, già oggi ci scontriamo su un dato oggettivo: la carenza di ingegneri informatici».

«Poi mi piacerebbe provare a colmare una lacuna non da poco. Siamo universalmente riconosciuti come la capitale dei motori ma, dal punto di vista della ricerca e dell’innovazione, il territorio non è ancora riuscito a sfruttare bene questo atout. Abbiamo eccellenze che potremmo valorizzare ancora meglio insieme a Reggio e Bologna».

Un altro aspetto a cui si vuole dedicare la massima attenzione riguarda la proiezione internazionale del sistema produttivo modenese. «Il vero punto dolente è la dimensione delle imprese. Spesso troppo piccole per affrontare la complessità dei mercati stranieri. Dobbiamo aiutarle ad aggregarsi, a unire le forze, senza per questo perdere la loro identità. Penso per esempio alle reti d’impresa, anche in forma virtuale. In questo processo di crescita risulterà fondamentale la possibilità di accesso al credito. Sappiamo benissimo che le regole fondamentali sono scritte in Europa.

Ma c’è un ambito su cui abbiamo ancora margini di manovra: mi riferisco ai sistemi di garanzia per le imprese. Dobbiamo investire di più su questi strumenti e trovare forme di gestione più innovative».

Il rapporto con le istituzioni

«Le imprese sono attori delle comunità e dei territori in cui sono inserite», ha rimarcato Caiumi. «Noi, a livello provinciale e interprovinciale vogliamo essere protagonisti del cambiamento. Auspichiamo che il processo di miglioramento che stiamo per intraprendere investa anche le istituzioni. Con le quali vorremmo trovare modalità di dialogo nuove e più costruttive. Perché anche per le istituzioni è giunto il momento di fare più “rete” Fra di loro e con noi».

Vicenda giudiziaria

Il presidente di Confindustria ha voluto ribadire la sua posizione riguardo alla questione giudiziaria che lo vede coinvolto. Valter Caiumi e il fratello Andrea, titolari della Emmegi, sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Pesaro per un presunto caso di spionaggio industriale. A fine maggio, appena uscita la notizia del procedimento (le cui indagini erano in corso dal 2009), Valter Caiumi rispose nel merito: «Noi ci riteniamo vittime e parte lesa. Siamo certi che emergerà quanto prima la nostra piena estraneità ai fatti contestati».

Davanti ai giornalisti Caiumi ha ribadito quanto detto ai colleghi imprenditori durante l’assemblea. «L’etica, anche nella forma della responsabilità sociale dell’impresa, ma non solo, rappresenta un fondamento e un pilastro della nostra visione dell’impresa. La lealtà e la correttezza sono i principi a cui da sempre mi sono attenuto come uomo e come imprenditore. E a cui non ho mai abdicato. L’esperienza che sto vivendo ha rafforzato in me la convinzione che si tratta di valori etici imprescindibili. Rispetto al mio ruolo istituzionale, voglio rassicurare tutti che se avessi il minimo dubbio che questa vicenda possa avere un risultato diverso dalla conferma della mia totale estraneità non avrei mai nemmeno pensato di candidarmi».