500 mila imprese di immigrati, crescono nonostante la crisi .

impreseimmigratiL’8% delle imprese ha un titolare nato all’estero, sono aumentate del 4% in un anno, mentre quelle degli italiani diminuivano. Ora però devono allargarsi e puntare all’internazionalizzazione. Il rapporto Idos su Immigrazione e Imprenditoria

 

Roma – 11 luglio 2014 – Su 6.061.960 imprese iscritte negli elenchi delle Camere di Commercio, quelle controllate da persone nate all’estero sono 497.080, oltre l’8%. Nell’80,6% dei casi si tratta di imprese individuali (contro il 51,9% registrato tra gli italiani), ma “gli immigrati si stanno aprendo in misura crescente anche a forme di impresa più complesse, come le società di capitali”.

 

A fare i conti è il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2014 della Idos, presentato ieri a Roma. Lo stesso che sottolinea come gli imprenditori nati all’estero siano riusciti a mantenere un significativo dinamismo imprenditoriale anche in questi anni di crisi, compensando la tendenziale diminuzione delle imprese guidate dagli italiani.

 

Nel 2013, infatti, mentre per le imprese italiane il segno è stato uniformemente negativo (-0,9% a livello nazionale), quelle che fanno capo a lavoratori immigrati hanno registrato un andamento positivo (mediamente del 4,1%). Questo secondo i ricercatori induce a confidare sulla possibilità di un loro ulteriore supporto al sistema economico-produttivo italiano come anche allo sviluppo dei Paesi di origine.

 

Sul territorio il panorama è frastagliato, con una maggiore concentrazione delle iniziative nel Nord Ovest (30,4%) e nel Nord Est (21,3%) quindi nel Centro (26,3%) e infine nel Meridione (22%). Tra i settori prevalgono il commercio (oltre 175mila imprese, 35,2% sul totale) e le costruzioni (126mila, 25,4%), seguono, a distanza, attività manifatturiere (41mila, 8,3%), alloggio e ristorazione (36mila, 7,2%) e servizi di noleggio, agenzie di viaggio e altri servizi alle imprese (4,7%).

 

Nell’insieme, si tratta di attività controllate in oltre i tre quarti dei casi da cittadni extracomunitari (384.318 imprese, 77,4% del totale), mentre i Paesi di origine che si segnalano per un maggior numero di titolari di ditte individuali sono Marocco (61.177, 15,3%), Romania (46.029, 11,5%), Cina (45.043, 11,2%), Albania (30.376, 7,6%), Bangladesh (20.705, 5,2%) e Senegal (16.894, 4,2%).

 

Il rapporto, oltre a fotografare la realtà, indica una serie di obiettivi da perseguire. Si va da agevolazioni in materia creditizia, alleggerimento del carico fiscale e semplificazioni burocratiche, all’evoluzione verso forme societarie diverse più ampie della ditta individuale e all’alargamento del raggio d’azione oltre i confini nazionali, puntando soprattutto sui legami con i Paesi d’Origine.