A Cersaie, la seconda edizione di Ceramic Futures: from poetry to science fiction

Cersaie_2014_AC09Sono stati presentati ieri, presso la Galleria dell’Architettura, le idee progettuali più significative emerse dalla seconda edizione di Ceramic Futures: from poetry to science fiction, Il progetto di “social Networking” sulla ceramica italiana, promosso da Cersaie e dall’industria ceramica italiana sotto la guida di Stefano Mirti e Marco Mancuso. Il percorso ha prodotto quasi cinquanta progetti e i più meritevoli ed innovativi sono esposti presso la stessa Galleria dell’Architettura ove rimarranno sino alla fine della Fiera.

 

A presentare i progetti, oltre a Stefano Mirti, sono intervenuti i docenti che lo hanno seguito e promosso nelle rispettive Scuole, ovvero Marco Lampugnaghi del Politecnico di Milano, Egidio Lomi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, Anna Bernagozzi dell’EnsAD di Parigi e Martin Azua dell’ELISAVA di Barcellona. A moderare la presentazione dei progetti vincitori da parte degli studenti, è intervenuto il critico d’arte Claudio Musso.

 

“L’idea di questo progetto – ha spiegato Stefano Mirti, uno degli ideatori – è nato dalla semplice osservazione del mondo e del suo essere in continuo cambiamento ed evoluzione. L’industria ceramica ha una tradizione millenaria, mentre i social network esistono praticamente soltanto da vent’anni e come designer mi sono chiesto come potevo allineare le menti dei miei studenti che sono nativi digitali, con la tradizione ceramica. Da qui è nata l’idea di connettere insieme queste due anime del mondo contemporaneo”.

 

A partire da un brief messo a punto dallo stesso Stefano Mirti focalizzato su 4 tematiche (to walk, to eat, to love, to sleep) gli studenti dei vari istituti si sono appunto confrontati sul piano della progettualità, immaginando nuovi scenari, indicazioni e percorsi per il prodotto ceramico, dando vita, partendo da concept astratti su queste tematiche, a progetti concreti e in grado di disegnare nuovi percorsi innovativi per l’utilizzo della ceramica. Analizzando alcuni fra i tanti progetti sono emersi più volte l’utilizzo delle stampanti 3d come nuovo strumento di influenza e di produzione del design, e studi intorno alla sopravvivenza degli oggetti a seguito di eventi catastrofici. Tra i progetti più creativi, la replica in ceramica degli oggetti che subiscono cambiamenti durante il sonno come il cuscino o il pigiama, o ancora piastrelle che prendono vita la notte, illuminandosi e formando figure di vario genere, grazie a un particolare pigmento che cattura la luce durante il giorno. Sia la fase di progettazione che quella di elaborazione dei concept, è stata interamente documentata e condivisa attraverso la piattaforma web dedicata (www.ceramicfutures.com) e gli account sui social network Facebook, Twitter, Instagram e Google+, utili per creare un’interconnessione che ha portato a osservazioni, commenti, indicazioni ed interagire, contribuendo ad innescare un meccanismo di comunicazione virale.