WELLfare: persone e progetti per lo sviluppo

cers2014Si è tenuto ieri presso la Galleria dell’Architettura il convegno WELLfare: persone e progetti per lo sviluppo, sulla sfida lanciata dall’ASP, Azienda pubblica di Servizi alla Persona di Vignola, e raccolta dall’architetto Paolo Portoghesi per avviare un nuovo concept innovativo per la ristrutturazione di una casa-residenza e centro diurno per anziani a Vignola, che segua l’idea di “un luogo che fa entrare”. A portare il proprio saluto a inizio convegno è stato il sindaco di Marano Emilia Muratori, nonché assessore e responsabile welfare dell’Unione Terre dei Castelli, che ha accolto con piacere la sfida dell’Asp che “va nella direzione di un modello di welfare di comunità, utile in questo periodo di grande cambiamento del tessuto economico”.

 

A seguire è intervenuto l’ideatore del progetto, nonché psicologo e Presidente dell’ASP “G. Gasparini” di Vignola, Marco Franchini. “La nostra idea – ha spiegato Franchini – è quella di essere una azienda pubblica che non chiede e aspetta me che propone e innova. Per questo abbiamo voluto provare a buttare il cuore oltre l’ostacolo per ragionare e creare un Hospice che fosse un luogo aggregatore di comunità. Ad oggi la struttura funziona molto bene, ma nonostante questo non viene voglia di entrarvi perché il problema è proprio nella struttura e questo fa sì che manchino fisicamente le persone che stanno intorno ai malati e agli anziani qui ospitati. Da qui l’idea di affidarci alla bellezza e cercare di creare una struttura differente”.

 

A questo proposito 60 ragazzi del Politecnico di Milano sono stati coinvolti e hanno passato parte del loro semestre a studiare direttamente sul campo possibili soluzioni progettuali per questo nuovo Hospice interrogando e vivendo direttamente con la comunità della città di Vignola. I 21 progetti realizzati sono poi stati utilizzati da parte di Paolo Portoghesi, architetto di fama internazionale, per dare vita a un dialogo tra due generazioni su questo comune obiettivo. “Il vero modo di essere moderni – ha affermato Portoghesi – è proprio quello di utilizzare le possibilità che vi sono nei diversi campi per migliorare la vita dell’uomo, altrimenti non avrebbe senso cambiare qualcosa di già esistente e funzionante. Per questo è nata l’idea di far scaturire il progetto non dall’idea di un singolo, ma coinvolgendo professionisti di diverse discipline insieme ai diretti interessati che vivono nella struttura e soprattutto alla città, per dare vita a una nuova realtà concreta fra chi viene da fuori all’interno della struttura. Il nuovo Hospice deve essere uno spazio pubblico aperto, sensibile, che ascolti e che crei maggiori occasioni di vita vissuta”.

 

A seguire sono intervenuti anche Paola Matino, sul tema delle Utilities ed enti locali che si occupa di curare e seguire la parte economica del progetto e Ordine Manfroni della MEW (Manfroni Engineering Workshop) che sarà uno degli interlocutori coinvolti nel progetto.