La nuova vita di Ceramica Panaria

taglionastroSi è svolto sabato scorso a Finale Emilia il taglio del nastro della nuova palazzina uffici della ceramica Panaria, ricostruita, sotto la sua direzione, dopo i danni subiti nel sisma del 2012. All’evento hanno preso parte i vertici del gruppo ceramico, diversi imprenditori, tra cui il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli, il sindaco Fernando Ferioli, e il neo – eletto presidente della Regione, Stefano Bonaccini. «Ci tenevo ad esserci – ha commentato Bonaccini – perché qui le istituzioni sono state e saranno vicine per completare la ricostruzione di un’area dove si produceva il 2% del Pil italiano.

Questo intervento è la prova di come qui la gente sappia rimboccarsi le maniche, anche davanti alle tragedie, per ripartire con la testa e il cuore e dare il massimo, facendo anche meglio di prima. Noi saremo al fianco della Bassa con i 6 miliardi già stanziati, ma ci saremo anche per arrivare, dopo decenni, ad avere le infrastrutture tanto attese (Cispadana e Ferrara-mare), oltre che per una buona spesa dei fondi europei nel settore dell’innovazione. Tra qualche anno si guarderà a questa terra come ad un esempio di buona ricostruzione e governo sta prendendo esempio da qui per una legge in materia». «Per noi è fondamentale che le aziende non mollino in questo momento difficile – ha detto il sindaco Fernando Ferioli – e anche noi finalesi dobbiamo tenere duro. Vedere che un azienda continua a lavorare e vuole stare sul territorio, pur davanti alle difficoltà, è una grande soddisfazione e ci dà speranza. Senza la Panaria Finale non sarebbe più la stessa, è una realtà fondamentale e la famiglia Mussini, che da 40 anni crede nel nostro territorio, ci spinge a dare il massimo per uscire da questo periodo difficile e a creare una comunità con tutte le realtà imprenditoriali che credono in questa terra».

Emozionato il presidente di ceramica Panaria. «Per noi questo evento – ha spiegato Giuseppe Mussini – rappresenta il nuovo, il futuro. Ci lasciamo alle spalle una situazione che ci ha segnato pesantemente e dalla quale abbiamo fatto tutto il possibile per risalire. L’inaugurazione vuole rappresentare ciò in cui crediamo: un futuro roseo è davanti a noi, un futuro che parte da una storia gloriosa e fantastica che la mia generazione ha l’onore e il privilegio di continuare».