L’Emilia-Romagna accelera decisa sulla via della ripresa

emiliaromagnaNel primo trimestre 2015, produzione, fatturato e ordini sono apparsi in crescita, in controtendenza rispetto al trend negativo dei periodi precedenti

La cautela è ancora d’obbligo, ma si può cominciare a parlare davvero di risalita. Nel primo trimestre 2015, produzione, fatturato e ordini sono apparsi in crescita, in controtendenza rispetto al trend negativo dei periodi precedenti. Sono queste alcune indicazioni che emergono dall’indagine congiunturale relativa al primo trimestre 2015 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

La produzione in volume dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna è cresciuta dell’1,4 per cento rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente in contro tendenza rispetto al trend dei quattro trimestri precedenti (-0,6 per cento).

La crescita produttiva delle imprese è stata determinata da tutte le classi dimensionali, soprattutto quelle più strutturate da 50 a 500 dipendenti, più orientate all’internazionalizzazione rispetto alle altre dimensioni. L’aumento produttivo del 2,5 per cento si è distinto dal trend dei dodici mesi precedenti (+0,7 per cento). Nelle piccole (da 1 a 9 dipendenti) e medie imprese (da 10 a 49) gli aumenti sono apparsi più contenuti, sotto la soglia dell’1 per cento, ma in contro tendenza rispetto al trend negativo dei dodici mesi precedenti.

L’andamento settoriale non è apparso uniforme con attività già fuori dalla recessione e altre che invece continuano a non vedere effettivi segnali di concreta ripresa. Così è per le industrie della moda (-0,5 per cento), il gruppo delle “altre imprese” che include chimica, carta-stampa-editoria e lavorazione dei minerali non metalliferi, e anche l’alimentare. L’aumento produttivo più sostenuto ha riguardato l’industria meccanica, elettrica e dei mezzi di trasporto (+3,5 per cento), in netta ripresa rispetto al trend attestato a +0,9 per cento. In crescita, seppur molto modesta il comparto legno e mobilio (+0,5 per cento), che ha interrotto la fase negativa che proseguiva senza interruzioni da tre anni.

Il fatturato ha imitato la produzione: è stata registrata una crescita dell’1,7 per cento rispetto all’analogo periodo del 2014, che è apparsa in ripresa rispetto al trend dello 0,2 per cento dei quattro trimestri precedenti. La domanda ha dato segnali di risveglio. I primi tre mesi del 2015 si sono chiusi con un aumento dell’1,2 per cento, in contro tendenza rispetto al trend (-0,8 per cento). Se s’incrociano i dati degli ordini totali con quelli provenienti dall’estero, apparsi in crescita del 2,0 per cento, ne discende che è stato il mercato interno a frenarne l’evoluzione complessiva.

Come attestano i dati Istat, nel primo trimestre 2015, le esportazioni industriali emiliano-romagnole, pari a 12.523 milioni di euro, hanno fatto segnare un sensibile incremento (+4,3 per cento) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La quasi totalità dei settori ha contribuito alla crescita delle vendite all’estero. L’indagine Istat sulle forze di lavoro ha registrato un andamento espansivo per l’occupazione dell’industria in senso stretto. Il primo trimestre del 2015 si è chiuso con una crescita dello 4,7 per cento rispetto all’analogo periodo del 2014, che è equivalsa a circa 23.000 addetti.

A determinare l’aumento regionale è stata l’occupazione alle dipendenze (+5,3 per cento), a fronte del leggero calo dello 0,3 per cento rilevato per gli occupati autonomi. Per quanto concerne la movimentazione avvenuta nel Registro delle imprese, nel primo trimestre del 2015 il saldo fra iscrizioni e cessazioni dell’industria in senso stretto è risultato negativo per 437 imprese, in misura tuttavia più contenuta rispetto al passivo di 445 rilevato nell’analogo trimestre del 2014.

A fine marzo 2015 le imprese attive dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna erano 46.866, con una diminuzione dell’1,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014. Sotto l’aspetto della forma giuridica, le società di capitale sono state le sole ad aumentare (+0,8 per cento), consolidando la pluriennale tendenza.

Il credito bancario in Emilia-Romagna, secondo l’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, continua a mostrare segni di graduale miglioramento, verso il ritorno alla crescita atteso nell’ultima parte del 2015. Il trend è rimasto in calo anche nei primi mesi del 2015, ma l’attenuazione del segno negativo si è fatta più evidente. L’andamento complessivo ha continuato a risentire della debolezza dei prestiti alle imprese che ad aprile – ultimo dato disponibile – hanno segnato una flessione dell’1,4% in regione, quasi la metà di quella registrata a fine 2014 (-2,7%). La contrazione resta più contenuta rispetto al sistema Italia (-2,4%) come già osservato con continuità da metà 2013. Tuttavia, va notato che nel bimestre marzo-aprile il rallentamento del calo è apparso più accentuato in regione che nella media nazionale, tanto che il differenziale tra i tassi di variazione è arrivato a 1 punto percentuale (rispetto a 0,6% in media nel bimestre precedente e nel 2014).

Anche i prestiti alle famiglie consumatrici continuano a registrare segni di miglioramento, in particolare grazie alla ripresa delle erogazioni di mutui residenziali. In Emilia-Romagna la crescita delle erogazioni è stata del 34% nel primo trimestre 2015, in leggera accelerazione rispetto a fine 2014 (+29%) e in linea con la media nazionale. Tuttavia, la ripresa delle erogazioni non si è ancora tradotta in un aumento degli stock (-1,9% a marzo 2015 al netto delle sofferenze).