I forni per ceramica che risparmiano energia e riducono le emissioni sono realtà grazie a Sacmi e Crit

Sviluppare una tecnologia che consenta all’industria ceramica di produrre consumando meno ed abbattere i costi operativi: soltanto un sogno? No, è già realtà!
Lo dimostra il progetto DREAM (Design for Resource and Energy efficiency in cerAMic kilns), grazie al quale SACMI ha sviluppato e testato alcune soluzioni per forni ceramici di nuova concezione che muovono un altro passo verso l’obbiettivo della riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti.

A parità di produzione ceramica, infatti, i forni ceramici sviluppati grazie al progetto DREAM consentono una riduzione dei consumi elettrici fino al 100 % ed una ulteriore riduzione di consumi termici fino al 5% anche su forni già dotati dei classici sistemi di recupero calore. È stata inoltre sviluppata la possibilità di funzionamento delle macchine termiche anche con biocombustibili allineandosi così sempre più alle politiche ambientali che l’Unione Europea sta da tempo incentivando.

DREAM: ATTIVATA UNA RETE DI COLLABORAZIONI IN TUTTA EUROPA
Il progetto DREAM ha coinvolto fin dall’inizio l’azienda modenese CRIT S.r.l., centro di innovazione tecnologica specializzato nello sviluppo di progetti di ricerca applicati all’industria.
Capofila del progetto (finanziato dall’Unione Europea all’interno dei programmi Horizon 2020) è stata SACMI, leader mondiale nel settore delle linee complete di produzione ceramica che, oltre ad aver guidato le varie fasi esecutive, ha ospitato presso la sede di Imola un prototipo dimostratore di alcune delle tecnologie sviluppate. Altre parti del progetto sono state inoltre sviluppate, per competenza, presso partner industriali italiani ed europei quali le ceramiche Mirage di Pavullo, gli spagnoli del Grupo Keraben e l’Asociación de Investigación de las Industrias Cerámicas, l’azienda tedesca Rath (leader mondiale nella produzione di refrattari tecnici per usi industriali) e l’inglese Econotherm, specializzata nel settore degli scambiatori di calore. Un contributo ad alto valore aggiunto è poi venuto dal mondo della ricerca, a partire dall’Università di Modena e Reggio Emilia, passando poi alla Brunel University of London ed ai tedeschi di Forschungsgemeinschaft Feuerfest.

PIU’ EFFICIENZA, TECNOLOGIE INTEGRATE E NUOVI MATERIALI
Il progetto DREAM si è concentrato su 5 diverse tecnologie. La messa a punto di una nuova generazione di mattoni refrattari e vernici isolanti per aumentare l’isolamento del forno e migliorarne la resistenza alle aggressioni chimiche, l’inserimento di una microturbina di taglia calibrata al fabbisogno elettrico della singola macchina termica che, oltre a rendere il forno elettricamente autosufficiente ed insensibile a mancanze di energia elettrica, può anche funzionare con differenti tipi di combustibili.
Un sistema di scambio del calore verso gli essiccatoi ed una nuova tipologia di filtri testati sul camino fumi completano il quadro delle attività. Queste tecnologie sono state sviluppate anche avvalendosi di un innovativo modello virtuale fluidodinamico del forno capace di predirne le condizioni ottimali di operatività.

“Il progetto DREAM ha avuto come obiettivo quello di progettare e sviluppare concretamente un’architettura radicalmente migliorata di forni per l’industria ceramica, caratterizzata da un consumo energetico ottimale, emissioni ridotte e costi operativi inferiori rispetto alle soluzioni tecniche attualmente disponibili” afferma Marco Baracchi, Direttore Generale di CRIT S.r.l. “Noi di CRIT abbiamo coinvolto esperti internazionali di settore – prosegue Baracchi – per supportare lo sviluppo delle linee di ricerca che Sacmi ci aveva indicato come priorità. Questo è stato possibile anche grazie alla nostra rete europea di innovazione collaborativa costruita nei nostri 19 anni di attività”.

“I risultati, molto positivi, del progetto hanno portato SACMI ad aggiungere al proprio listino alcuni dei prodotti sviluppati” sottolinea con soddisfazione Stefano Lanzoni AD di SACMI Forni. L’apprezzamento della Commissione Europea inoltre, ha portato il progetto DREAM ad essere segnalato come caso di successo tra i progetti finanziati all’interno del programma Horizon 2020.